Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.martedì 14 luglio 2009
lunedì 13 luglio 2009
Beppe Grillo Vs Dinosauri
di Alessandra Pieracci per La Stampa
"Ho deciso sabato, per dare un senso a dieci anni di lavoro, per tornare a parlare di politica e non di partiti, per dare una mano ai giovani. Mi è venuto il magone a vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora Serracchiani: aveva appena detto che condivide le cose che dico». Beppe Grillo ha scagliato la bomba ieri sul suo sito: si candida a segretario del Pd.
Come mai questa scelta?
«Ormai le cose serie devono farle i comici. Del resto io ho dato una svolta alla mia vita ormai da tempo, non mi spaventa certo questa impresa. Almeno i media si accorgeranno di me. Fino ad oggi abbiamo fatto tutto da soli, con le nostre liste civiche che sono riuscite a inserire 40 persone in 30 capoluoghi provinciali, il più grosso successo politico degli ultimi 50 anni.
Sono virus positivi immessi nel sistema, un apporto di globuli bianchi. Andate a vedere che cosa ha fatto per 230 euro al mese Davide Borelli a Treviso: raccolta differenziata gratis per 98 scuole, accesso diretto dei cittadini ai servizi comunali via Internet, mappe interattive del traffico con la partecipazione diretta dei residenti nei vari quartieri interessati».
Lei ha in passato ha dato il suo appoggio ad Antonio Di Pietro: lo ha consultato?
«No, non gli ho detto niente. Non lo sapevano nemmeno i miei familiari».
Grillo, lei però non è nemmeno iscritto al Pd e ha tempo fino al 21 luglio per farlo. Riuscirà a presentare anche le firme richieste?
«Devo solo decidere in quale sezione iscrivermi, perché in quanto alle firme, posso portarne diecimila, tra nuovi iscritti e iscritti che già si riconoscono nei miei programmi».
Ecco, i programmi: quali sono?
«Una legge di iniziativa popolare contro il nucleare appena riproposto, energie rinnovabili, acqua pubblica, welfare, mobilità ecocompatibile, wi-fi gratuito, no agli inceneritori, il massimo di due legislature per i parlamentari e il "Parlamento pulito" grazie alle leggi di iniziativa popolare già presentate di cui non si è saputo più nulla. Faremo tutto nel rispetto della Costituzione».
C'è già un primo appuntamento politico?
«Una riunione il 25 luglio a Milano dei neoeletti delle liste civiche per una sorta di scuola di politica con esperti di vari settori, soprattutto bilanci comunali e social network. Una scuola di politica vera, perché noi questi ragazzi non li abbandoniamo soli in mezzo a quei Consigli comunali inciuciati su inceneritori e centrali nucleari. Il secondo appuntamento è per il 4 ottobre, festa di San Francesco che porta bene perché lui è stato il primo ambientalista: faremo un V-Day sul nucleare».
Perché gli iscritti al Pd dovrebbero votare per lei?
«Perché dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. E' una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano».
Lei è il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Marino ha appena sollevato la questione morale all'interno del Pd, dopo l'arresto del presunto stupratore risultato coordinatore di circolo. Che cosa ne pensa?
«Dico che in generale questo è un bad Pd, come ci sono le bad company, vedi Alitalia. Noi vogliamo cambiare, creare un good Pd a partire dai vertici. Vogliamo un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino».
Il suo obiettivo?
«Un partito a cinque stelle con i giovani perché ci sono milioni di ragazzi pieni di energie cui bisogna restituire l'entusiasmo».
Ma fra tutti i candidati e i «notabili» Pd, qual è il personaggio che più detesta?
«Veltroni è stato per il Pd come il meteorite per i dinosauri»
COPIAINCOLLATO DA www.dagospia.com
"Ho deciso sabato, per dare un senso a dieci anni di lavoro, per tornare a parlare di politica e non di partiti, per dare una mano ai giovani. Mi è venuto il magone a vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora Serracchiani: aveva appena detto che condivide le cose che dico». Beppe Grillo ha scagliato la bomba ieri sul suo sito: si candida a segretario del Pd.
Come mai questa scelta?
«Ormai le cose serie devono farle i comici. Del resto io ho dato una svolta alla mia vita ormai da tempo, non mi spaventa certo questa impresa. Almeno i media si accorgeranno di me. Fino ad oggi abbiamo fatto tutto da soli, con le nostre liste civiche che sono riuscite a inserire 40 persone in 30 capoluoghi provinciali, il più grosso successo politico degli ultimi 50 anni.
Sono virus positivi immessi nel sistema, un apporto di globuli bianchi. Andate a vedere che cosa ha fatto per 230 euro al mese Davide Borelli a Treviso: raccolta differenziata gratis per 98 scuole, accesso diretto dei cittadini ai servizi comunali via Internet, mappe interattive del traffico con la partecipazione diretta dei residenti nei vari quartieri interessati».
Lei ha in passato ha dato il suo appoggio ad Antonio Di Pietro: lo ha consultato?
«No, non gli ho detto niente. Non lo sapevano nemmeno i miei familiari».
Grillo, lei però non è nemmeno iscritto al Pd e ha tempo fino al 21 luglio per farlo. Riuscirà a presentare anche le firme richieste?
«Devo solo decidere in quale sezione iscrivermi, perché in quanto alle firme, posso portarne diecimila, tra nuovi iscritti e iscritti che già si riconoscono nei miei programmi».
Ecco, i programmi: quali sono?
«Una legge di iniziativa popolare contro il nucleare appena riproposto, energie rinnovabili, acqua pubblica, welfare, mobilità ecocompatibile, wi-fi gratuito, no agli inceneritori, il massimo di due legislature per i parlamentari e il "Parlamento pulito" grazie alle leggi di iniziativa popolare già presentate di cui non si è saputo più nulla. Faremo tutto nel rispetto della Costituzione».
C'è già un primo appuntamento politico?
«Una riunione il 25 luglio a Milano dei neoeletti delle liste civiche per una sorta di scuola di politica con esperti di vari settori, soprattutto bilanci comunali e social network. Una scuola di politica vera, perché noi questi ragazzi non li abbandoniamo soli in mezzo a quei Consigli comunali inciuciati su inceneritori e centrali nucleari. Il secondo appuntamento è per il 4 ottobre, festa di San Francesco che porta bene perché lui è stato il primo ambientalista: faremo un V-Day sul nucleare».
Perché gli iscritti al Pd dovrebbero votare per lei?
«Perché dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'è il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. E' una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell'acqua. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D'Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano».
Lei è il quarto con Franceschini, Bersani e Marino. Marino ha appena sollevato la questione morale all'interno del Pd, dopo l'arresto del presunto stupratore risultato coordinatore di circolo. Che cosa ne pensa?
«Dico che in generale questo è un bad Pd, come ci sono le bad company, vedi Alitalia. Noi vogliamo cambiare, creare un good Pd a partire dai vertici. Vogliamo un'informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi. Temi troppo duri per le delicate orecchie di un Rutelli e di un Chiamparino».
Il suo obiettivo?
«Un partito a cinque stelle con i giovani perché ci sono milioni di ragazzi pieni di energie cui bisogna restituire l'entusiasmo».
Ma fra tutti i candidati e i «notabili» Pd, qual è il personaggio che più detesta?
«Veltroni è stato per il Pd come il meteorite per i dinosauri»
COPIAINCOLLATO DA www.dagospia.com
domenica 12 luglio 2009
La paura del ritorno
LA FESTA È FINITA
di Norma Rangeri
Con lo storico incontro tra il presidente Obama e papa Ratzinger, cala il sipario sul set del G8. Il mondo resta senza copione, l'Italia torna al Cavaliere dimezzato. Come era prevedibile, il presidente del consiglio si è attaccato alla stampella del summit aquilano, profittando della tregua chiesta dal capo dello stato, mentre la regia di palazzo Chigi lo sorreggeva tra un pranzo e una foto di gruppo. Berlusconi ha costruito la sua perfetta new-town aquilana, ha vestito i panni del leader misurato che riceve gli ospiti con le regole del cerimoniale senza le consuete, macchiettistiche esternazioni di corna e cucù, ha parlato alle telecamere come l'uomo di governo che prende a cuore i destini della terra. Salvo, sul finale, di nuovo scivolare nell'immancabile gaffe spiegando di aver familiarizzato con Obama («lui mi ha parlato della sua vita privata, io gli ho parlato della mia»), annunciando che cercherà una casa a L'Aquila per agosto (presumibilmente senza escort).
Un restyling di tre giorni, una nuova maschera, aiutato da un'opposizione invisibile, a sua volta chiusa nella cittadella congressuale, e da un'informazione italiana che, a giudicare dalle domande che abbiamo sentito rivolgergli, nelle uniche due conferenze stampa del G8, ha cantato il coro della beatificazione di Supersilvio: «Presidente, lei e Obama siete i leader di maggior successo mondiale...» (Quotidiano nazionale). «È stato il miglior G8, la sua scommessa è stata vinta...» (Rainews24). «La sua favolosa intuizione ci ha fatto sognare» (addetto-stampa Enel), per citare solo alcuni esempi, e senza dimenticare il sostegno tributato alla politica estera berlusconiana da ex ambasciatori sulle colonne della grande stampa.
Ma come il G8 ha dimostrato di essere ormai il vecchio arnese di un equilibrio globale spazzato dalla crisi, così l'uomo in affanno che prima del summit si dimenava tra minacce alla libertà di informazione e suggestivi scenari di «progetti eversivi» torna nelle stanze malfamate di palazzo Grazioli e in quelle tacitate del parlamento con gli stessi guai privati, i medesimi conflitti istituzionali, mentre la crisi economica preannuncia un autunno feroce per il lavoro che non c'è.
Del resto già ieri, sulla scia delle ultime battute del vertice, si avvertivano i primi segnali di un ritorno a quel clima da 24 luglio perenne. Nelle parole rivolte dal Cavaliere alle opposizioni che, ha ripetuto ieri, «mi attaccano superando qualsiasi livello di civiltà», nel giudizio sui giornali non berlusconiani che è tornato ad accusare di deformare la realtà consigliando, proprio di fronte alla stampa riunita, di non leggere i giornali.
Nel silenzio assordante del partito democratico, hanno preso la parola, uniche, le piccole resistenze aquilane, con gli sfollati incatenati per protesta, con le migliaia di manifestanti giunti a L'Aquila per dire che il terremoto, la crisi e la democrazia sono ferite aperte che nessun vertice internazionale e tanto meno un presidente dimezzato saranno in grado di risanare.
COPIAINCOLLATO DA http://www.ilmanifesto.it/
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giovedì 9 luglio 2009
domenica 5 luglio 2009
Ti prometto che non lo faccio
Il postino e il premier
di Pino Corrias per Vanity Fair
Rientrato da L’Aquila, passo per un giorno da Cagliari. Una mia amica mi racconta che il suo postino, da tre settimane, ospita a casa una famiglia abruzzese. Il postino fa parte di una associazione di volontariato e in casa ha un paio di stanze in più. Si è offerto senza dirlo troppo in giro. Adesso si rallegra che la famiglia abruzzese possa godersi un po’ di mare, lontano dai lutti e dalle tende. E siccome insieme si trovano bene ha offerto alla famiglia di rimanere anche a luglio. La mia amica mi racconta che il postino è simpatico. Gira tutti i giorni con un ciclomotore, gli occhiali da sole e un borsone a tracolla pieno di lettere. Ha una quarantina d’anni, una moglie, un figlio. E’ sempre allegro. Il che lo rende un’eccezione tra i sardi che di solito sorridono senza farsene accorgere. Quando lo incontro, il postino si stupisce del mio stupore. Come tutte le persone per bene non considera il bene un’eccezione. Lo fa e basta. Guadagna 1300 euro al mese. Più o meno come sua moglie anche lei impiegata alle Poste. Ogni mattina uno dei due accompagna la famiglia abruzzese al Poetto, la spiaggia di Cagliari, che ha ancora il mare tirato a specchio. Nel pomeriggio la famiglia rientra con la corriera, fa un po’ di spesa, cucina alla maniera abruzzese, dà una mano in casa. Dice il postino: “La sera è bello perché ci raccontiamo le nostre vite che sembravano distanti e invece sono vicine”. Non vuole essere citato, gli sembrerebbe di vantarsene. Salutandolo penso a un tizio che in diretta tv, promise di aprire un paio delle sue venti ville ai terremotati. Sembrava commosso, invece voleva solo fare colpo sugli elettori e le ragazze.
COPIAINCOLLATO DA http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
di Pino Corrias per Vanity Fair
Rientrato da L’Aquila, passo per un giorno da Cagliari. Una mia amica mi racconta che il suo postino, da tre settimane, ospita a casa una famiglia abruzzese. Il postino fa parte di una associazione di volontariato e in casa ha un paio di stanze in più. Si è offerto senza dirlo troppo in giro. Adesso si rallegra che la famiglia abruzzese possa godersi un po’ di mare, lontano dai lutti e dalle tende. E siccome insieme si trovano bene ha offerto alla famiglia di rimanere anche a luglio. La mia amica mi racconta che il postino è simpatico. Gira tutti i giorni con un ciclomotore, gli occhiali da sole e un borsone a tracolla pieno di lettere. Ha una quarantina d’anni, una moglie, un figlio. E’ sempre allegro. Il che lo rende un’eccezione tra i sardi che di solito sorridono senza farsene accorgere. Quando lo incontro, il postino si stupisce del mio stupore. Come tutte le persone per bene non considera il bene un’eccezione. Lo fa e basta. Guadagna 1300 euro al mese. Più o meno come sua moglie anche lei impiegata alle Poste. Ogni mattina uno dei due accompagna la famiglia abruzzese al Poetto, la spiaggia di Cagliari, che ha ancora il mare tirato a specchio. Nel pomeriggio la famiglia rientra con la corriera, fa un po’ di spesa, cucina alla maniera abruzzese, dà una mano in casa. Dice il postino: “La sera è bello perché ci raccontiamo le nostre vite che sembravano distanti e invece sono vicine”. Non vuole essere citato, gli sembrerebbe di vantarsene. Salutandolo penso a un tizio che in diretta tv, promise di aprire un paio delle sue venti ville ai terremotati. Sembrava commosso, invece voleva solo fare colpo sugli elettori e le ragazze.
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