venerdì 23 ottobre 2009

Rubrica: INTER. Conferenza Mourinho 23/10/2009


José Mourinho ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" in vista di Inter-Catania, gara valida per l'anticipo della Serie A Tim 2009-2010 in programma domani, sabato 24 ottobre, allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano (ore 20.45).

Inter.it vi propone le dichiarazioni integrali del tecnico portoghese.

Mourinho: quanto può fare bene all'Inter vincere le prossime tre partite di campionato per affrontare nella maniera giusta le ultime tre gare del girone di Champions?
"Non penso ci sia alcuna relazione tra le partite di campionato e quelle di Champions. Credo, invece, sia importante vincere e continuare a vincere. Siamo in testa alla classifica, davanti alle altre squadre, manca ancora tanto tempo fino alla fine del campionato, però essere davanti è sempre meglio. Abbiamo due gare in casa, ma questo non vuol dire che saranno pià semplici rispetto alle altre, anzi quelle contro Catania e Palermo saranno due gare difficili. Parlando della nostra prima avversaria, è ovvio che per noi sarebbe importante vincere".
Samuel Eto'o è convocato. Il suo problema è definitivamente risolto?

"Sta meglio, molto meglio. Non al cento per cento, ma se è riuscito a essere in campo contro la Dinamo Kiev in condizioni veramente difficili, domani sarà certamente meglio".
In prospettiva Kiev...

"Non c'è nessuna prospettiva Kiev perchè si parlerà di quella gara solo quando sarà il momento".
Quindi Mourinho non pensa affatto alla Champions?

"No".
La squadra fa lo stesso?
"Spero di sì, spero che la squadra faccia come me e pensi eslcusivamente alla partita contro il Catania, non a quella di Kiev e spero che anche la squadra creda, nel mio stesso modo, che l'Inter si qualificherà per la fase seguente di Champions".
Quindi è meglio non parlare della gara di Champions...

"Parlare della Champions significa dire semplicemente che il nostro girone è, senza nessun dubbio, il girone più difficile ed equilibrato nel quale l'Inter è l'unica squadra tra le quattro a non aver nè vinto nè perso e che ha, dunque, le stesse identiche possibilità di qualificarsi rispetto alle altre tre. Io come allenatore dell'Inter, credo che la mia sia una delle due squadre che si qualificherà".
Un commento di Mourinho su una dichiarazione di Marco Tardelli..

"Non voglio sapere che cosa ha detto Tardelli, nè quello che ha detto lui nè quello che dice nessun altro. Mi interessa solo sapere quelle che penso io, se tu sei interessato a questo te lo dico".
Ha detto che le due gare contro Catania e Palermo saranno difficili...

"Sì, ma pensiamo prima al Catania perchè dobbiamo concentrarci prima su questa squadra. Ho studiato il nostro avversario, ho guardato tre partite e nessuna, per ragioni diverse, era uguale all'altra. Sarà una gara simile a quelle già disputate al 'Meazza' contro questo tipo di squadre, squadre che giocano per far punti e per andar via da San Siro avendo conquistato qualcosa. Affronteremo una squadra composta da giocatori tosti, tutti forti e tatticamente molto ben preparati grazie a un allenatore che ha studiato le caratteristiche dell'Inter. Sarà ancora una volta, una gara difficile tra una squadra che ha lavorato l'intera settimana concentrandosi esclusivamente su questa partita e una che, invece, ha pensato e disputato un'altra gara. Questo fa la differenza, ma noi siamo i leader e di solito, nella partite casalinghe, riusciamo sempre ad avere un risultato che ci piace ed è con questo obiettivo che affronteremo questa partita".
È preoccupato dalla situazione degli infortunati?

"È il calcio, non devo piangere, ma giocare con coloro che sono disponibili. È ovvio che quando ci sono tante gare consecutive, si avrebbe bisogno di tutti i giocatori e anche di più per poter fare un po' di turnover e controllare un minimo lo sforzo del giocatore, ma abbiamo pochi giocatori disponibili e questo ci causa qualche difficoltà. Thiago Motta e Milito continuano a non essere disponibili, adesso si è aggiunto Cambiasso, ma questa è una realtà che capita frequentemente alle squadre che giocano spesso".
La scelta di non convocare Motta, Milito, Cambiasso e Samuel è una scelta di turnover?

"Samuel è l'unico che riposerà per turnover. Giocherò con Cordoba e Lucio e, nella prossima partita o in quella contro il Livorno, riposerà Lucio. Ho tre difensori a disposizione, non sarà un problema, ma per tutti gli altri attuare lo stesso tipo di discorso è impossibile. Ho chiesto se era possibile avere Milito iin panchina per farlo giocare 10 o 15 minuti, ma è meglio aspettare".
Sarà possibile vedere Motta, Milito e Cambiasso in campo giovedì contro il Palermo?

"Speravo di averli a disposizione per oggi, ma l'area medica mi ha detto che non era possibile. Aspettiamo e partita dopo partita recupereremo qualcuno".
Quanto hanno inciso le condizioni del campo del 'Meazza' nella gara contro la Dinamo Kiev? Crede che, con uno stadio colmo di tifosi avrebbe avvertito maggiore pressione?

"Non sono responsabile nè delle condizioni dei campi nè degli spettatori. Lo sono solo dei miei giocatori. Non sono io a dover cercare degli alibi o scuse. Ovviamente, avere un campo in buone condizioni è sempre meglio per la squadra che deve giocare, allo stesso modo uno stadio pieno crea una situazione migliore alla squadra che gioca in casa e peggiore agli avversari. Ma, ripeto, non si tratta di aspetti che rientrano nella mia responsabilità quindi preferisco non esprimermi su questo".
Alla vigilia di una gara di campionato, vede nei giocatori una maggiore serenità rispetto al clima di Champions League o c'è ancora tensione?

"È tutto normale".
Domani, tornerà a schierare il rombo o continuerà con la soluzione tattica che prevede due trequartisti e una sola punta?

"Mi piacerebbe sapere come gioca il Catania e non lo so, il Catania non saprà come gioco io. Non lo saprà perchè non lo dirò alla stampa e non lo dirò neanche a qualcuno che potrà dirlo a voi, perchè questo accade spesso. La squadra saprà chi gioca, un'ora e mezza prima della partita".
Mourinho: ha letto le dichiarazioni del presidente Moratti dopo Inter-Dinamo Kiev?
"Il presidente può dire quello che desidera. Può dire sempre quello che vuole e io avrò sempre rispetto. Non vale la pena che lei continui la sua domanda perchè non commento ciò che dice il presidente. Il presidente è il presidente".
Che cosa pensa della prestazione del Milan contro il Real Madrid?
"Non ho visto la partita, ma sono felice. Felice per Leonardo, per i giocatori che hanno già vissuto dei momenti difficili in questa stagione, felice per il calcio italiano".
È rimasto sorpreso dal fatto che il Rubin Kazan abbia sconfitto il Barcellona?
"Sì".
Spesso si parla di mentalità delle squadre italiane in Europa: si dice che il Milan non abbia paura di scendere in campo e si esalti in una gara difficile, mentre l'Inter non regga la pressione della Champions. Che cosa ne pensa?
"Non penso. Penso che il Milan sia in una situazione migliore della nostra in Champions League perchè ha 6 punti però, se ha vinto una partita storica come quella disputata al 'Santiago Bernabeu', ha anche perso una partita storica perchè perdere in casa con lo Zurigo è una sconfitta storica. L'Inter è in una situazione più difficile, ha solo 3 punti, non ha conquistato nessun risultato spettacolare nel girone di Champions, ma non ha neanche fatto un risultato storicamente negativo. Il calcio è così, ma alla fine ciò che conta è raggiungere alla fase successiva. Il Milan è molto vicino, credo che con una vittoria o due pareggi sarebbero sufficienti perchè i rossoneri si qualifichino e ripeto, senza ipocrisia, perché non sono ipocrita, che sono felice per loro. Noi abbiamo bisogno di due vittorie e credo che noi potremo farlo e lo faremo".
Andare, anche solo per una notte, a + 5 sulle inseguitrici, a livello psicologico può essere un segnale importante?
"No, penso che sia importante vincere. Abbiamo perso 2 punti in casa con il Bari, possiamo dire di averli recuperati perchè abbiamo vinto in trasferta in partite non facili come quelle contro Milan e Genoa, nelle quali potevamo pensare di lasciare qualche punto. Di solito, una squadra che vuole vincere il campionato non può perdere tanti punti in casa e noi l'anno scorso ne abbiamo persi tra 10 e 12, abbiamo pareggiato cinque volte. Credo che quest'anno non possa essere molto diverso e, per questo motivo, se possiamo vincere contro il Catania, avremo una partita in meno da giocare in casa e avremo conquistato 3 punti in più".
Secondo alcune voci il Liverpool vorrebbe Mourinho alla guida del Liverpool il prossimo anno.
"È impossibile".
Dopo la gara con il Genoa aveva dichiarato che se avesse avuto a disposizione Eto'o e Milito forse non avrebbe schierato titolare Balotelli. Alla luce della prestazione del giocatore al 'Marassi' e di quanto è mancato in Champions, Mario è un po' più vicino come gerarchia ai due compagni?
"In questo momento non abbiamo Milito, quindi non si possono fare certi discorsi perchè non ho scelta: se voglio giocare con due giocatori in attacco, schiero Balotelli ed Eto'o. Se voglio schierarne con tre, scelgo Balotelli, Eto'o e Mancini. In questa situazione, Balotelli sarà sempre in campo se noi giochiamo con due o con tre attaccanti. Questo non significa che lui è già un fenomeno solo perchè ha disputato una grandissima partita. A dir la verità, ha fatto una grandissima gara e dopo ha svolto una settimana di lavoro pessima".
Quindi domani Balotelli non sarà in campo?

"Non ho altre opzioni, dovrà giocare per forza".
Questo però vuol dire che c'è ancora molto da lavorare...

"Questo è ovvio. Io valuto un giocatore per quello che fa in campo, ma anche per il lavoro che svolge durante l'intera settimana, in tutti i minuti che siamo qui ad allenarci. Dico sempre quello che penso e quello che il giocatore merita che io dica: Mario ha disputato una partita eccezionale a Genova, assolutamente eccezionale, ma questa settimana ha lavorato in modo pessimo".
A suo parere come mai accade questo? Si tratta di immaturità?

"Oggi ho parlato a lungo con Fulvio Pea, l'allenatore della Primavera dell'Inter, una persona che ha più esperienza della mia in questo senso perchè lavora tutti i giorni e da tanti anni con i ragazzi di quest'età, e sono arrivato alla conclusione che quello di Mario può essere forse definito come un problema che coinvolge quasi tutta la sua generazione e quasi tutte le persone che girano intorno ai ragazzi di questa generazione. Alla fine i giocatori stessi sono più vittime che altro. L'eccezione quando arriva deve essere trattata come un miracolo e approfittarne. Un ragazzo di 19 o 20 anni, che ha dei genitori equilibrati e che non pensano ai soldi, che ha dei fratelli che seguono la sua vita senza disturbare nessuno, che ha un procuratore che dà la massima tranquillità ai propri assistiti; un ragazzo che ha voglia di lavorare e di guidare una macchina piccolina e non pensa nè a una Ferrari nè a una Bentley nè all'auto che guida un giocatore di 30 anni che guadagna 5 milioni all'anno, questa è l'eccezione e il miracolo. Avevo capito solo in parte questo aspetto. Oggi parlando con Pea che, allenando i giocatori si preoccupa maggiormente di questi aspetti che del lavoro più pratico, allora ho capito che molto probabilmente si tratta di un problema generazionale ed è molto difficile, in questo momento, trovare un giocatore di 19 o 20 anni che pensi già come un uomo. Significa trovare l'eccezione".
Ma questo problema può riguardare anche Davide Santon?

"Ho parlato con lui ed è stato molto obiettivo, diretto e sincero con me, ma non dirò alla stampa quello che mi ha detto. Se vorrà, lo farà Davide".
Quindi avete chiarito tutto?

"Io ho capito perfettamente quello che lui mi ha detto, ma sono pensieri e sensazioni solo sue che io non dirò in pubblico".
Mourinho a allenato anche in Portogallo e in Inghilterra. Il problema legato ai giovani di cui parlava poco fa è caratteristico del calcio italiano o esiste anche altrove?

"Io ho allenato un giocatore che anche attualmente è il giocatore più giovane della storia ad aver segnato in una finale di Champions League. Se aveva 18 anni nel 2004, adesso ne avrà 23. Io non so dove gioca oggi, non lo so. So che ha vinto la Champions nel 2004, che nel 2005 è andato al Corinthias, che nel 2006 è andato al Werder Brema, nel 2007 è tornato al Corinthias e nel 2008 è andato al San Paolo e al Botafogo, ma io non so dove gioca adesso. È un giocatore spettacolare, assolutamente spettacolare, ma io non so dove gioca. È significativo".
Di chi si tratta?

"Di Carlos Alberto Gomes. Non è un problema solo italiano, in tutti i Paesi arrivano dei giocatori dei quali poi non si sa dove vadano".

COPIAINCOLLATO DA www.inter.it

lunedì 19 ottobre 2009

Rubrica: INTER. Conferenza Champions Mourinho 19/10/2009


José Mourinho ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" in vista di Inter-Dinamo Kiev, gara valida per il MatchDay 3 della Uefa Champions League 2009-2010 in programma domani, martedì 20 ottobre, allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano (ore 20.45).

Inter.it vi propone le dichiarazioni integrali del tecnico portoghese.

Mourinho: la gara di domani sarà decisiva per il futuro dell'Inter in Europa. Si avverte il peso di una sfida a eliminazione diretta?
"Inter-Dinamo Kiev non è una sfida decisiva: mancano quattro partite e 12 punti per concludere il girone. Sarà sicuramente una gara importante perchè a seconda del suo esito potremo avere maggiore tranquillità o una maggiore pressione, ma dopo quella di domani ci saranno ancora tre partite da giocare nelle quali potremo fare 9 punti. L'Inter ne ha 2, una squadra con 11 o 12 punti totali si qualifica senza nessun tipo di problema. Ripeto, quella di domani non è l'ultima partita del girone".
Samuel Eto'o ed Esteban Cambiasso potranno essere in campo domani sera?
"Non lo so. Ieri non si sono allenati con il gruppo, oggi lavoreremo nel pomeriggio e l'allenamento sarà aperto alla stampa. Sicuramente non potranno allenarsi con i compagni, ma potremo comunque capire se sarà possibile o meno vederli in campo. Questa mattina abbiamo intravisto un piccolo spiraglio che non potevamo vedere tre giorni fa per Milito, non per Thiago Motta soprattutto perchè non vogliamo rischiare un giocatore importante, ma che agisce in un ruolo dove attualmente ci sono altri compagni disponibili. Con Diego invece c'è una situazione diversa perchè non ci sono così tanti attaccanti e se c'è una piccola possibilità di vederlo in campo, la coglieremo".
Il modulo utilizzato sabato scorso a Genova può essere un punto di partenza per l'Inter?
"In passato avevo già schierato la squadra con quel modulo. Chi ha prestato maggiore attenzione avrà potuto capire che abbiamo giocato così contro Lecce, Catania e in qualche altro spezzone di gare. Quest'anno l'abbiamo usato nell'amichevole contro il Chelsea disputata in America dove Balotelli era l'unico attaccante e in allenamento continuiamo a provarlo ogni tanto. Non facciamo nulla per istinto, quello che facciamo è sempre la conseguenza del lavoro che facciamo e per la gara contro il Genoa, le caratteristiche dell'avversario, del gioco che ci aspettavamo e dei giocatori che avevamo a disposizione, abbiamo deciso in questo modo. Per la stampa si tratta quasi sempre di modulo o di tattica ma per me, che considero un giocatore come un uomo e una squadra come un gruppo di undici giocatori che sono undici uomini, l'effetto psicologico e mentale è fondamentale. A Genova, la squadra ha disputato una partita del genere perchè ha avuto un approccio psicologico alla gara fantastico".
Si possono trarre indicazioni in funzione della sfida di Champions dalla partita di Genova?
"No. È la stessa cosa che ho detto sabato sera ai giocatori prima di scendere in campo e cioè che il miglior modo di preparare la gara di Champions non sarebbe stato riposare, giocare al 50 per cento o lasciare i giocatori importanti in panchina, bensì uscire dallo stadio di Genova con gioia. La gioia arriva quando si vince e si gioca bene, ovviamente dopo quella gara la squadra era molto felice e fiduciosa, ogni giocatore ha fatto il suo lavoro molto bene e credo che in queste ore prima della gara contro la Dinamo la squadra sia felice e, ripeto, a mio parere il miglior modo di preparare una partita importante è essere felici".
Tra i calciatori felici c'è anche Patrick Vieira?
"Quello che mi piace di Patrick in questo momento è la sua professionalità. Un giocatore con la sua qualità e con il suo passato non è stato convocato con la sua nazionale ed è rimasto qui a lavorare con quattro o cinque rappresentanti della prima squadra e tanti ragazzi dlla Primavera, ha giocato un'amichevole che era stata programmata per i giovani ed è stato super professionale lavorando per la sua condizione e se entra in campo lui può fare qualcosa di positivo per la squadra. A Genova ha giocato 45 minuti in una gara difficile, di alta velocità, alta intensità e l'ha fatto molto bene. Qualche volta ci sono dei problemi, a Kazan per esempio avevo a disposizione solo tre giocatori a centrocampo, non c'erano nè Muntari nè Motta nè Sneijder, adesso ci sono tutti, non abbiamo bisogno di rischiare Thiago che lavorerà per 4 o 5 giorni in più e ritornerà sicuramente per affrontare il Catania. Si tratta della gestione dei giocatori che a volte è possibile, altre no. Ho sempre detto che in Champions il momento è fondamentale, quello attuale per noi è un momento di difficoltà nella zona d'attacco dove Milito ed Eto'o sono in dubbio, Balotelli è squalificato e c'è solo Suazo che è disponibile. Però, in questo momento, a livello di squadra crediamo di poter vincere".
Quali sono le insidie della Dynamo Kiev e quali quelle mentali dell'Inter in relazione alla Champions League in quanto squadra con faccia diversa nelle gare in Europa rispetto al campionato?
"Si tratta di due competizioni completamente diverse. Poco fa ho sentito dire a Sulley di molto vero: la Champions Laegue è una competizione di campioni. Può capitare non lo sia quando una squadra fortunata viene abbinata a una che ha chiuso il suo campionato in terza posizione e dopo ha avuto nelle eliminatorie la possibiulità di arrivare in Champions, ma in generale ogni girone è un girone di campioni. Abbiamo affrontato i campioni di Russia, affronteremo quelli dell'Ucraina, ricordando che la Dinamo è composta per più del 50 per cento da giocatori che fanno parte della nazionale ucraina che disputerà i playoff e che è ad un passo dal campionato del mondo, poi ci sono due o tre brasiliani, due o tre giocatori della ex Jugoslavia, della Serbia e della Croazia. È una squadra che è in una buona posizione nel suo campionato e questo le permette di avvicinarsi alla gara contro l'Inter con un atteggiamento forte: è anche una squadra che è stata sconfitta in casa dal Barcellona, ma che avrebbe potuto segnare un gol in qualunque momento della gara lasciandola fino alla fine con un risultato dubbio. È una squadra che ha tutto: struttura fisica impressionante, grandissima organizzazione perchè ha un allenatore di grandissima qualità ed esperienza in questa competizione, una squadra con velocità sulle fascie grazie a giocatori come Oleg Gusev o Shevchenko e che in attacco ha i due migliori centravanti di tutta l'Ucraina, uno giovane di grandissima qualità e potenziale come Milevskiy e Sheva, che è sempre Sheva e che, se non lo è ancora, sarà dopo Raul il giocatore ad aver realizzato più reti in questa competizione. Non c'è bisogno di parlare di quello che lui ha fatto in Europa. La Dinamo è una squadra di qualità e saranno due partite difficili per noi ma, come ho detto alla vigilia dell'ultima gara di campionato, la gara con il Genoa darebbe stata molto difficle per noi, ma anche per il Genoa, adesso dico lo stesso: la gara di domani sarà difficile per noi, ma non facile per la Dinamo".
Mourinho: Eto'o sarà convocato anche se non dovesse far parte della gara di domani sera?
"Samuel sarà sicuramemente convocato. Domani ci alleneremo in mattinata, non credo che oggi avremo una notizia così brutta che ci dica che è impossibile che lui giochi, però durante l'allenamento potremo vedere e capire qualcosa. Se non è nulla di veramente negativo, aspetteremo. L'allenamento è aperto alla stampa e sarà facile anche per voi capire qualcosa".
Che cosa chiede ai tifosi per domani sera?
"Non chiedo niente di diverso da quello che alcuni giocatori hanno già detto. Capisco non sia facile per un tifoso seguire l'Inter in tutte le partite: il costo del biglietto, della macchina per raggiungere lo stadio si va sommando al costo della scuola dei propri figli. La vita non è facile per tanti, posso capirlo. Il club ha fatto uno sforzo per ridurre il prezzo del biglietto e credo che comprando un tagliando a 30 euro, si possa assistere a entrambe le due gare interne, contro Dinamo e Rubin Kazan. Questo significa lavorare per portare il maggior numero di tifosi allo stadio. Vogliamo appoggio da coloro che saranno al 'Meazza', appoggio per una squadra che merita, non ne chiediamo per una che non ne merita. Credo che tutti i tifosi abbiano capito che la squadra, con tutte le difficoltà che ha avuto in questa stagione, sta lavorando bene. A questo proposito, vorrei semplicemente ricordare che, in undici gare disputate tra campionato e Champions, abbiamo cambiato 11 formazioni diverse e non perchè all'allenatore piaccia giocare con i nomi e fare scelte incomprensibili. L'abbiamo fatto perchè, partita dopo partita, abbiamo perso sempre qualcuno o per infortunio o per altre questioni e, in alcuni casi, è stato anche più di una sola persona, ma anche con queste difficoltà la squadra ha fatto bene, in ogni partita, i giocatori danno il massimo e credo che per questi motivi meritino l'appoggio dei tifosi. Però i tifosi sono sovrani, devono reagire come più li piace".
Chiederà di cambiare qualcosa alla sua squadra in vista della gara di domani considerando l'approccio dell'Inter alla Champions League?
"No, ma non mi piace perpetuare il problema. Lascio andare le cose in modo naturale, la vittoria arriverà. Credo domani, se non arriva domani arriva a Kiev, se non arriva con il Kiev arriva a Barcellona, se non arriva a Barcellona arriverà in casa con il Kazan e non sarà sufficiente, se dovesse arrivare neanche con il Kazan, andermo in Europa League e vinceremo quella, se non andiamo in Europa League, andremo tutti a casa (ndr.: sorride). A parte gli scherzi, andremo avanti con tranquillità: la squadra ha una grande mentalità, è consapevole che la partita di domani non sarà decisiva, me è importante. Con tranquillità faremo tutto, tutto il possibile, con la consapevoleza che nel calcio, bastano due minuti per passare dal paradiso all'inferno, e dall'inferno al paradiso. Così come dico ai miei giocatori di n on leggere troppo i giornali quando scrivono in negativo male dell'Inter, allo stesso modo consiglio loro di non leggerli quando ci descrivono come la miglior squadra del mondo".
Secondo Mourinho a che cosa è legato il declino di Shevchenko dopo che è andato via dal Milan? È lui l'uomo più pericoloso della Dinamo?
"Preferisco non parlare della carriera di Sheva. Io ho visto due o tre partite della Dinamo, che sono quelle reali, obiettive, del presente e non di mesi o anni scorsi, e Sheva sta molto bene. È forte fisicamente, è veloce, ha grande fiducia, è il leader della squadra e lo vedo come un gradne giocatore".
Considerando l'attuale situazione difficile dell'attacco nerazzurro, crede che il numero di attaccanti che ha l'Inter sia sufficiente per affrontare un'intera stagione?
"È sufficiente".
Quindi, a gennaio, non chiederà dei rinforzi alla società?
"Posso pensarelo, ma non posso chiederlo. Accetto di continuare fino alla fine con i giocatori che ho a disposizione e sono soddisfatto dello sforzo compiuto dalla società per darmi una rosa di qualità. Se poi, la società stessa, ritiene di essere in condizione di fare uno sfrozo ulteriore per regalare a questa rosa più opzioni e potenziale, se si tratta di un giocatore con un profilo che mi piace, sarò ancora più soddisfatto. Ma ho tanto rispetto per il lavoro svolto dalla società, che non ho il coraggio di chiedere nulla di più".
Crede che l'Inter possa fare la stessa partita disputata contro il Genoa in quanto a pressing a centrocampo? È un po' più facile preparare la gara di domani dopo aver visto che, anche senza attaccanti, il gioco nerazzurro va bene?
"Domani non andremo in campo per giocare il terzo tempo della partita di Genova, ma per disputare il primo tempo di quella contro la Dinamo Kiev. Si tratta di gare completamente diverse: innazitutto se giocheremo il terzo tempo della partita di Genova, saremo già avcanti di 5 reti; se sarà il primo tempo della gara con la Dinamo iniziaremo 0-0, con due squadre con le stesse possibilità di vincere òla partita e questo è giù una condizinante decisiva. Sono partite con uno stile completamente diverso, è impossibile paragonare la Dinamo Kiev e il Genoa o le caratteristiche delle sue gare o l'approccio in vista di queste".
COPIAINCOLLATO DA www.inter.it

venerdì 16 ottobre 2009

Rubrica: INTER. Conferenza Mourinho 16/10/2009


Domani è il giorno di Genoa-Inter, gara valida per l'anticipo 8^ giornata della Serie A Tim 2009-2010 in programma allo stadio "Luigi Ferraris" in Marassi a Genova (ore 20,45). José Mourinho ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" dopo la seduta di allenamento della squadra.
Questa la prima sintesi di quanto dichiarato dal tecnico nerazzurro.

Mourinho: come si dice 'Bauscia' in portoghese?
"Non ha una traduzione diretta".
Samuel Eto'o seguirà la squadra a Genova a prescindere dall'allenamento in programma nel pomeriggio di oggi?
"No. Deve allenarsi e dimostrare che è nelle condizioni di giocare. Non mi sembra opportuno portarlo a Genova solo per farlo viaggiare".
Domani ritroverà in panchina Gabriele Oriali, quanto è importante che sia stato confermato nell'organico nerazzurro consierato il rapporto particolare che ha instaurato con lui?
"Mi fa piacere e sono soddisfatto, ma anche prima del rinnovo del contratto era vicino a noi. Il contratto non porta grossi cambiamenti perchè è sempre stato vicino a noi, un appoggio positivo e, dopo un anno, posso dire che Oriali è un amico oltre ad essere un professionista. Vive nell'ambiente nerazzurro da tanti anni e credo sia giusto che rimanga all'interno del suo club del cuore".
Qualcuno ha parlato di un Marcello Lippi 'alla Mourinho' dopo lo sfogo che il c.t. ha avuto con la stampa al termine di Italia-Cipro...
"Non so che cosa sia successo".
Spesso l'Inter ha dovuto modificare un sistema di gioco in relazione alle condizioni dei giocatori. Ha già tutte le idee chiare sulla squadra da schierare domani a Genova?
"Non sono ancora in grado di dire chi potrà giocare e chi no domani. Per tutta questa settimana ci siamo allenati con pochi giocatori della prima squadra e con qualche ragazzo della Primavera; poi sono via via arrivati Stankovic, Chivu, Sneijder e ancora non sono arrivati nè Julio Cesar nè Maicon nè Suazo che, nella gara di domani, diventa ovviamente un giocatore molto importante per noi. È impossibile dire chi sarà convocato, immaginate se posso essere sicuro di chi scenderà in campo e come. Quello che posso dire è che abbiamo avuto tante difficoltà dall'inizio del campionato, ma quando abbiamo giocato con la squadra ideale, quella con i cinque giocatori che si sono uniti ai già presenti per migliorare il nostro gruppo, abbiamo vinto sempre e abbiamo sempre giocato bene. Quando sono stati assenti due, tre o quattro di loro, abbiamo avuto chiaramente più difficoltà, ma siamo sempre stati una squadra equilibrata, che va in campo per vincere e vince tanto, pareggia qualche volta e che perde molto poco. Anche la sconfitta rimediata contro la Sampdoria è nata all'interno di una partita equilibrata, nella quale non abbiamo giocato male. Per questo motivo, come o con chi giocheremo domani, saremo sempre una squadra molto difficile per il nostro avversario".
Un giudizio sul Genoa.
"È una buona squadra, difficile da affrontare, ma se lei facesse la stessa domanda a un giocatore o all'allenatore del Genoa, credo che le direbbero che anche l'Inter lo è".
Dovrebbe aver sentito le dichiarazioni rilasciate dal c.t dell'Argentina, Diego Armando Maradona, dopo la qualificazione al Mondiale del 2010...
"No, ho guardato la partita dell'Italia per vedere Santon e quella dell'Argentina perchè era tra le poche decisive nell'ultimo turno, ma al fischio finale non mi sono preocupato di quello che è stato detto o fatto dai rispettivi c.t".
Come giudica la prestazione di Mario Balotelli nella gara di martedì scorso con l'Under 21? Anche Mourinho crede che Suazo sia un attaccante con delle caratteristiche particolari?
"Esclusi quelli veramente top che sono adatti a tutto, a tutte le condizioni e a tutti i tipi di gioco, gli attaccanti in generale sono adatti a un determinato modo di giocare. Suazo, nella sua migliore condizione, è un attaccante molto, molto veloce che se ha spazio diventa pericoloso. Forse, la partita di domani sarebbe adatta alle sue caratteristiche perchè affronteremo una squadra che non gioca con dieci giocatori dietro la palla o dietro il centrocampo. La filosofia del Genoa non è questa.
Per quel che riguarda l'Under 21, ho visto la gara e Mario. Secondo me, non ha fatto nè di più nè di meno rispetto agli altri".
Per i suoi attaccanti quello che arriva sarà un periodo importante?
"Non mi piace mai personalizzare su due o tre giocatori la responsabilità di una squadra. Siamo una squadra e giochiamo come tale, nello stesso modo in cui, nella fase difensiva gli attaccanti giocano un ruolo importante, in fase offensiva anche i difensori possono esserlo. Non mi apsetto che i nostri attaccanti prendano palla a centrocampo e realizzino un gol alla Maradona con quattro, cinque o sei dribblig e 50 metri di corsa palla al piede. Non mi aspetto questo, ma un gioco di squadra. è come squadra che siamo diventati campioni l'anno scorso, è come squadra che, se pur con infortuni importanti, siamo in testa alla classifica quest'anno ed è ancora come squadra che dobbiamo giocare a Genova e conquistrare un buon risultato".
Con Milito infortunato, per Balotelli quella di domani potrà essere l'occasione per una crescita?
"Preferisco non parlare di questo. Mario è un giocatore come gli altri. Deve fare bene tutti i giorni, in tutte le partite e uò avere qualche giorno meno positivo come tutti".
Secondo Mourinho, vale la pena fare un ivestimento tanto importante per comprare un giocatore come Marko Arnautovic?
"Credo che il club abbia fatto molto bene nel senso che l'investimento prevede che il club abbia tempo sufficiente per capire se il giocatore potrà essere un buon affare o meno. Qualche volta nel calcio si rischia e qualche volta gli investimenti sono un po' ciechi, non è possibile sapere prima. Questa è una situazione nella quale il club acquisterà il giocatore secondo alcuni parametri, fino ad ora non ha fatto quest'investimento e per questo motivo credo che ogni allenamamento e ogni minuto disputato in più da Arnautovic sia importante affinché la società capisca se deve fare o non fare questo investimento".
Nell'amichevole disputata a Piacenza, Arnautovic è sembrato avere più difficoltà rispetto a un mese fa. Lei come vede il cammino del giocatore?
"Preferisco non commentare questo con la stampa".
Mourinho: il presdiente Enrico Preziosi ha parlato dell'Inter come di una squadra 'con tante figurine' e del Genoa come di un gruppo che può giocarsela alla pari con i nerazzurri. Che cosa ne pensa?
"Non penso nulla".
Come giudica la prova di Davide Santon in campo mercoledì scorso con la nazionale italiana?
"Non ha cambiato in nazionale quello che sta facendo nel club, nè in meglio nè in peggio".
Goran Pandev potrebbe essere utile a questa squadra?
"Il mercato è chiuso e riaprirà a gennaio".
Quella di domani contro il Genoa è una gara che l'Inter deve affrontare consapevole delle proprie condizioni o andrete allo stadio "Ferraris" per fare la solita gara?
"Ma la solita dell'Inter è sempre una partita che si gioca per vincere. Poi, ovviamente, dipenderà da come si comportarà l'avversario, ma non mi sembra che il Genoa sia una squadra che permette al suo avversario di giocare 90 minuti nella sua metà campo: è una squadra troppo forte per poter lasciare l'avversario condurre la partita come e quando vuole e con il ritmo che vuole. Credo sia un tipo di partita domanda-risposta e risposta-domanda, giochiamo noi-difendete voi e viceversa: come tutte le partite contro il Genoa sarà una sorta di dialogo, non certo un monologo. In questo senso l'Inter dovrà saper difendere molto bene perchè il Genoa è una squadra che, se si proietta in attacco, può creare difficolta per la sua velocità e quando siamo noi ad aver palla tenteremo di far gol. Siamo una squadra che segna praticamente sempre, in tutta la stagione non abbiamo segnato solo contro la Sampodoria. Anche il Genoa segna sempre, forse non l'ha fatto solo nella trasferta a Udine che ha perso 2-0 e, infatti, sono Inter, Genoa e Roma le uniche tre squadre ad aver realizzato 14 gol. Si fanno sempre tantissimi commenti sul gioco di una squadra, su com'è e su come dovrebbe essere ma, alla fine, sono le statiche ad essere pragmatiche e oggettive e le statistiche dicono che ci sono solo tre squadre che hanno realizzato 14 reti - noi, la Roma e il Genoa - , che solo una squadra ha la più alta percentuale di pericolosità - e questa è l'Inter- e che c'è un'altra squadra che ha maggior possesso palla e l'Inter in questo è seconda. Per questo motivo, credo sia una partita di dialogo e non un monologo".
Thiago Motta potrà essere in campo domani?
"No".
Domani giocheranno sia Balotelli che Suazo?
"Potrebbero giocare tutti e due, ma anche nessuno dei due. Abbiamo disputato una grande partita contro la Juve a Pescara nel Trofeo Tim: abbiamo fatto bene senza attaccanti di ruolo, in campo c'erano Quaresma e Mancini....".
Oggi Mourinho sembra avere una personalità molto inglese: un po' fredda e distante, perchè?
"Non è così, ho già parlato ieri con Inter Channel e se parlo al canale tematico nerazzurro significa che parlo con tutti perchè tutti guardano e sentono".
Oggi l'Inter si allenerà per la prima volta sui nuovi campi. È importante?
"È molto importante, lo è per me, per i giocatori, per l'Inter e per il suo futuro, non solo per oggi. Sappiamo tutti che questa struttura è in piedi da tanti anni, che a poco a poco si potrà cambiare e questo è un cambiamento fondamentale: l'anno scorso non abbiamo potuto praticamente lavorare tra dicembre e febbraio perchè i campi sui quali ci allenavano erano in condizione drammatica; i giovani della Primavera non avevano mai avuto la possibilità di lavorare qui con la prima squadra, lo spazio di tanti metri quadrati è molto più adatto al lavoro rispetto all'avere un solo campo singolo. In questo momento abbiamo tutto qui: la possibilità di lavorare con la Primavera, la possibilità di definire lo spazio di lavoro di cui abbiamo bisogno, tecnologicamente abbiamo il meglio, pochissime squadre in Europa hanno dei campi con questa capacità di riscaldamento che non soffre nè ghiacchio nè neve, abbiamo delle condizioni di lavoro fantastiche. La società ha risposto molto, molto, molto bene alla mia richiesta e questo è qualcosa che rimane. La sensazione negativa che ho avuto quando sono arrivato qui un anno e mezzo fa, non si ripeterà quando arriverà un altro allenatore al mio posto perchè adesso i campi sono bellissimi e fantastici per lavorarci".
Se il presidente Moratti e l'Inter chiedessero a Mourinho di costruire un'Inter che dai Pulcini ai Giovanissimi cominci ad avere un'impronta di gioco come, ad esempio, quella dell'Ajax...
"Stiamo lavorando a poco a poco, con tranquillità. Siamo insieme in un progetto, adesso abbiamo la struttura ci permetterà di avere i ragazzi della Primavera vicino a noi. Non è ovviamente facile, ma stiamo lavorando in questa direzione. C'è comunicazione tra tutti noi e, come dicevo prima a proposito di Oriali, anche con tutti i rappresentanti del Settore Giovanile c'è un rapporto professionale ma anche d'amicizia. Siamo amici, lavoriamo tante ore nello stesso spazio, c'è comunicazione e un rapporto di lavoro molto positivo. Sono io il primo a dire che non mi interessa se l'Inter vince contro il Milan il derby Primavera o se chiude la stagione al primo o al terzo posto, voglio solo che tutti i giovani giocatori nerazzurri abbiano la giusta tranquillità e le giuste condizioni per lavorare nel modo che, stagione dopo stagione, arriverà in prima squadra qualche giocatore che possa avere un futuro con l'Inter del grandi".
Le piacerebbe creare una scuola del calcio che si occupi dei più piccoli oltre che dei grandi o ha un carattere per il quale dopo un po' di tempo ha voglia di cambiare e andare altrove?
"No, non si tratta di me, ma dell'Inter. Credo che le scuole di calcio siano poche, occorrono anni, anni e anni per costruirle e io mi sento parte integrante di questa evoluzione. Per la personalità che ho, posso dire che scelgo sempre di essere in un club dove mi piace tanto stare, se invece mi dovesse piacere e basta, già non avrei una certa voglia di rimanere. È stato sempre così per me. In questo momento mi piace tanto stare qui e penso solo a questo".

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venerdì 2 ottobre 2009

Rubrica: INTER. Conferenza Mourinho 02/10/2009


Domani è il giorno di Inter-Udinese, gara valida per l'anticipo 7^ giornata della Serie A Tim 2009-2010 in programma allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano (ore 20,45). José Mourinho ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" dopo la seduta di allenamento della squadra.
Questa la prima sintesi di quanto dichiarato dal tecnico nerazzurro.

Mourinho: due delle prestazione meno brillanti di questa stagione, a Genova e a Kazan, sono arrivate in concidenza dell'assenza di Thiago Motta e Wesley Sneijder. Questo vuol dire che in questo momento sono due giocatori fondamentali per l'Inter?
"Questo vuol dire che l'Inter ha comprato questi due giocatori non perchè aveva piacere a spendere soldi, ma perchè era assolutamente consapevole delle necessità della squadra e cioè migliorare il proprio gioco a centrocampo e avere giocatori di qualità diversa in quella zona. Io credo che quelle disputate a Genova e Kazan non sono state due grandissime prestazioni, ma sono anche state due partite molto ma molto difficili contro due avversari di qualità. Al tempo stesso, è vero che i giocatori d'attacco in queste gare hanno avuto meno qualità di gioco e se voi volete andare un po' a ritroso, possiamo parlare della prima partita di questa stagione contro il Bari, quando abbiamo pareggiato e Sneijder non c'era ancora. Poi, invece, con lui e Motta abbiamo vinto contro Milan, Parma, Cagliari e pareggiato con il Barcellona, anche se per voi quello è stato un risultato che faceva ridere. Però in questa stagione siamo stati l'unica squadra che ha impedito al Barca di fare gol e di vincere una gara. Dopo, senza Thiago er Sneijder, abbiamo avuto questi due ultimi risultati. Questo significa che la squadra che noi vogliamo costruire ha perso due giocatori fondamentali e se ci mettiamo anche le assenze di Milito e Muntari a Kazan quasi mancava mezza squadra. Per questo mi sembra poco necessario parlare di questa situazione, perchè tutti sappiamo come stanno le cose. (ndr.: rivolgendosi alla platea dei giornalisti) Siete tutti bravi e intelligenti e sapete esattamente quello che voglio dire, poi si possono scrivere cose diverse o vendere prodotti diversi. Si può fare il gioco che piace di più a voi, di chi ha in mano la tendenza giornalistica di tutti i giorni, ma noi lo sappiamo. Come ho appena detto, sappiamo che Thiago e Sneijder sono due elementi fondamentali per il tipo di gioco che abbiamo in mente e volevamo fare dall'inizio della stagione".
Si è parlato tanto dell'espulsione di Balotelli. Abbiamo visto che Mario è tra i convocati, ha parlato con lui? Il ragazzo si è scusato?
"Ho parlato con lui e gli ho detto tutto quello che dovevo un attimo dopo la fine della partita a Kazan. Il cuore mi diceva che era il più adattato alla situazione. Dopo tutto è finito e, ora, è convocato e quindi può giocare".
È convocato anche Diego Milito? C'era un po' di preoccupazione per le sue condizioni? Pensa di poterlo utilizzare domani?
"Oggi si è allenato bene e domani mattina faremo ancora un piccolo allenamento, valuteremo. Ma spero di sì".
L'Inter non vince da sette partite in Champions League, la Juventus da sei, il Milan non sta facendo benissimo. Sono problemi legati alle casualità o è un problema generale delle squadre italiane? Le dà fastidio che la gente continui a ripeterle che sono sette gare che l'Inter non vince in Europa e che i nerazzurri non vincono la Coppa da tanti anni?
"Non mi dà fastidio se si parla di quello che è la mia storia e le mie responsabilità all'Inter. Non mi dà fastidio se si dice che non vinciamo in Champions da sette partite, invece me ne dà se si dice che l'Inter non vince la Coppa da più di 40 anni perchè quella non è una mia responsabilità. Facendo così, si aggiungono maggiore responsabilità a quello che noi abbiamo. E non mi dà neanche fastidio che sette gare non vinte da noi sembrano 70 e che per altri sei gare non sembrano 60. Non è vero che sono nervoso, anzi sono assolutamente tranquillo e adattato a questa realtà. Le nostre sette senza vittorie sembrano settanta, le sei degli altri sembrano due o tre. Il nostro pareggio con la miglior squadra del mondo sembra un disastro, quello di altri contro una squadra normale sembra un capolavoro: ma questa è la reatà nella quale viviamo noi, alla quale sono perfettamente adattato e non rappresenta un problema per me. Noi abbiamo pareggiato a Kazan, in una partita che, per come si erano messe le cose, ci ha dato un risultato positivo. Abbiamo pareggiato contro il Barcellona, unica squadra che l'ha fatto in questi 3 mesi e in tutte le competizioni, ufficiali e non: solo una squadra ha pareggiato contro di loro, questa è l'Inter che, in più, non ha subito gol. Nella passata stagione, abbiamo ottenuto un pareggio e una sconfitta con il Manchester campione d'Europa in carica, abbiamo perso a Brema in una gara dove avevamo mezza squadra fuori perchè eravamo già qualificati, abbiamo ottenuto un risultato in casa super negativo contro il Panathinaikos. Ma non è un problema se si parla di queste cose, è chiaro che vogliamo migliorare visto che abbiamo le capacità di farlo. Continuo a dire che in Champions contano non solo i detgtgali, ma anche i momenti. Se in un determinato momento si hanno a disposizione tutti i giocatri, con nessun squalificato o infortunato, si può giocare al top e avere grandissime possibilità di far bene. Se in un determionato momento, invece, ci sono infortunati o squalificati, è possibile che la squadra abbia qualche problema. Nei gironi ci sono più possibilità perchè ci sono diversi momenti ed è per questo che abbiamo fiducia in vista delle prossime gare contro la Dinamo Kiev, il Kazan e il Barcellona. Infatti, se si pargano la squadra dell'anno scorso, che non aveva abbastanza qualità per vincere la Champions, con la squadra che ha giocato a Kazan, è facile capire quale era la migliore. Quella di martedì era la squadra della passata stagione senza Ibra, Milito, Motta, Sneijder e Muntari: era una squadra con poca condizione di fare molto di più. Eppure, la partita era nelle nostre mani. Se non fosse finito il primo tempo, il nostro secondo gol mi sembrava stesse per arrivare. Poi, nella ripresa, in 10 uomini contro 11, era difficile. In Champions è sempre molto difficile quando vai in inferiorità numerica".
Ultimamente, è parso un po' seccato e cupo. È passato un po' questo stato d'animo?
"Il problema è che voi mi vedete solo in conferenza stampa o durante una gara. La partita infatti non è un momento per ridere o per scherzare visto che sono concentrato. Se guardate Julio Cesar in porta , non lo vedrete mai ridere o scherzare con il centravanti avversario, lui avrà una faccia molto simile alla mia. Questo vale per tutti i giocatori e io in panchina non faccio teatro, non faccio l'attore e vivo la partita come sempre. Se, invece, mi vedete dentro spogliatoio o con i membri del mio staff, mi vedete scherzare. In questo momento, davanti a voi, non penso di avere tante ragioni per sorridere. Non è un problema vivere con questa tendenza, però come minimo, se sappiamo quello che succede, perchè dovrei ridere o essere molto felice?".
Quando mancherà Wesley Sneijder deciderà di schierare sempre un 4-3-3?
"Contro il Kazan non abbiamo schierato il rombo perchè avevamo problemi a centrocampo, però abbiamo cambiato subito la posizione del triangolo con Stankovic, che agiva dietro i tre attaccanti. Nessuno ha però sottolineato che Mourinho ha visto molto bene, che ha cambiato la partita, che Stankovivc ha segnato subito e che la storia della partita sarebbe potuta cambiare ancora. Però, questo è un altro discorso che non mi fa male. Caspico che il mio passaporto è diverso da quello di altri, che è più difficle parlare di me rispetto a come si parla di alatri, che è molto facile dimenticare quello che ho fatto nella mia carriera: ma tutto questo, ripeto, non è un problema. Noi, in questo momento, abbiamo Zanetti, Cambiasso, Muntari e Stankovic che hanno sempre giocato nel rombo a centrocampo. Se loro sono a disposizione si può giocare senza problemi in quel modo, così come è stato l'anno scorso, magari senza grande qualità, ma con disciplina, lavoro e onestà, qualità che piacciono sempre. Però purtroppo a Kazan ci è mancato Muntari e per noi lui sarebbe stato importante. Senza di lui o senza Motta è difficile schierare un rombo perchè verrebbe a mancare un mancino naturale sulla sinistra. Di solito quando arriva la sosta per le nazionale, per noi diventa un problema perchè tanti giocatori vanno via. Però, forse, la sosta che arriverà dopo la gara contro l'Udinese sarà positiva perchè speriamo di recuperare alcuni giocatori. Se non recupereremo Motta, siucuramente si avvicinerà per lui il momento del rientro. Vediamo se Diego Milito giocherà domani, sarebbe ottimo. Ma se non dovesse farcela, non potrà andare in nazionale e rimarrà qui con noi per recuperare. Per questo, adesso, questa sosta è positiva per la nostra squadra".
Patrick Vieira ha da poco dichiarato che i prossimi due mesi gli serviranno per capire se restare all'Inter o se, a gennaio, chiedere di andare via per non perdere l'occasione di disputare il campionato del mondo in Sud Africa? Ci rilascia un commento su questa presa di posizione da parte del giocatore?
"Tutti i giocatori vogliono giocare e vorrebbero sempre farlo di più. Questo io lo rispetto sempre e mi piace anche che un calciatore voglia essere più utilizzato. Però, devo dire che Patrick ha giocato 239 minuti dall'inizio della stagione e ha disputato sei partite, tre da titolare e tre da sostituto. Ripeto, scendendo in campo 239 minuti".
Ma lei ha fiducia nel giocatore o per lei è il sesto centrocampista della squadra?
"Patrick ha giocato 239 minuti, più di Muntari, Thiago Motta, Sneijder e Cambiasso, meno di Zanetti che è sempre in campo. Secondo questi numeri è il secondo della gerarchia e non il sesto".
Ma le dà fastidio che un giocatore faccia pubblicamente queste dichiarazioni?
"Sono felice quando un giocatore dice che vorrebbe giocare di più. Se gioca 400 minuti, ne vuole giocare 401, se ne gioca 50, vuole scendere in campo 51. Mi piace che un giocatore abbia questo tipo di ambizione. Non sono mai infelice quando un mio giocatore vuole giocare di più".
Che consiglio darebbe a Vieira a gennaio, di andare via o di restare all'Inter?
"Il mio consiglio devo darlo a Vieira, non a lei".
Pensa che a Balotelli per crescere possa servire andare a giocare sei mesi in prestito?
"No".
Domani sarà squalificato Maicon, quanto può pesare l'assenza del brasiliano?
"È una grande assenza. Nel gioco offensivo lui è un giocatore fondamentale per noi, basta ricordare la partita col Napoli in casa, quella di Kazan o il derby con il Milan. Sono tante le gare nella queli Maicon risulta determinante per l'Inter in fase offensive e anche difensivamente. Nello specifico domani, l'Udinese che ha tanti giocatori bravi in attacco che possono giocare sulla fascia dove solitamente c'è Maicon, mi riferisco a Di Natale, Pepe o Sanchez. Noi avremno due opzioni, Santon o Zanetti, uno dei due sarà in campo. Nessuno dei due è Maicon e ha il tipo di caratteristiche del brasiliano, però sono entrambi due calciatori nei quali abbiamo fiducia. Zanetti è uno che si adatta a tutte le posizioni, Santon è un talento anche se può sbagliare e, purtroppo, in competizioni importanti quando si sbaglia, si paga. Ma lui ha la nostra fiducia. Nelle ultime due gare si può dire, in un modo un po' aggressivo - ma loro capiranno che questo non è il mio obiettivo - hanno fatto un pò la storia: il primo con un errore tecnico-tattico, il secondo con un errore un po' diverso. Questo si paga, però chi vuole avere i giocatori giovani deve andare avanti così e per domani sono convocati, oltre a loro due, anche Obi e Krhin. Noi siamo decisi ad andare avanti così perchè con i giovani giocatori si va avanti così".
Adriano ha parlato dei suoi problemi all'interno dello spogliatoio in un'intervista. Le intemperanze di Balotelli potranno mai creare un problema simile?
"Non voglio paragonare le due situazioni. Non voglio parlare di Adriano e neanche di Balotelli. Con Mario ho già parlato nel momento giusto, non ho aspettato neanche dieci minuti o mezz'ora. Gli ho parlato dopo 5 secondi rientrati nello spogliatoio. Niente di più".
Il fatto che Mario si sia scusato pubblicamente attraverso il suo sito internet può essere l'inizio di un cambiamento?
"Non lo so".
In ogni caso, il problema Balotelli è vissuto da Mourinho come un problema tecnico-tattico o comportamentale. Dov'è che il ragazzo deve crescere di più?
"Non parlo più di questo argomento".
Non ne parla altrimenti potrebbe diventare una cosa troppo pubblica?
"Esattamente".
La fa più arrabbiare il fatto che i giornalisti spesso l'attaccano o che l'Inter, a mio parere, giochi male?
"L'Inter non gioca male".
Magari non all'alteazza di quello che Mourinho vorrebbe?
"Non sono d'accordo. Le squadre vengono fatte dai giocatori di qualità e sono in condizioni di essere valutate quando giocano d'accordo con quello che si è costruito. La squadra che noi abbiamo incominciato a corstuire è quella che, con tutti i suoi giocatori, ha vinto giocando molto bene. Per questo non sono daccordo con quello che lei dice".
Una curiosità, ma lei a cagliari ha insultato o no l'arbitro Orsato?
"Non vale la pena parlarne, sono stato squalificato. Ho pagato i 15mila euro di multa, la patrita successiva sono stato chiuso in uno Sky Box, non vale la pena parlare perchè non serve tornare indietro".
Però ci sembra di aver recepito una certa irritazione da parte dell'Inter perchè credo abbiate notato che alcuni 'vaffa' contano e ltri vaffa di alcuni addetti ai lavori contano meno?
"È lo stesso discorso che ho fatto prima. Non vale la pena parlare di queste cose, voi siete tuti intelligenti e bravi in questo lavoro. Non vale parlare di cose che già sapete, poi è decisione vostra scegliere di scriverle o non scriverle, difendere o non difendere. Questo è un altro tema che non è un problema mio. O chissà se tu vuoi scrivere qualcosa e qualcuno ti dice di non farlo. Mi dici che questo non succede? La liberta di stampa è molto importante, allora questo è ottimo".
Amantino Mancini è irriconoscibile rispetto a quello visto nella Roma. C'è una spiegazione?
"Questa è una domanda per Mancini. Ti potrà dire se è d'accordo con te o meno. Sono valutazioni che dovete fare con lui, ecco perchè qualche volta è meglio che io non venga e mandi qualche altro giocatore (ndr.: sorride)".
In una situazione di difficoltà come poteva essere a Kazan, viste le assenze a centrocamnpo di Motta, Muntari e Sneijder, non sarebbe stato possibile vedere in campo dal primo minuto un giocatore come Krhin che, fino ad ora, ha giocato veramente poco? E contro l'Udinese, se Zanetti giocasse sulla destra, potrebbe sostituirlo a centrocampo?
"Krhin in nazionale ha giocato un'amichevole a Wembley 12 minuti. Nell'Inter ha giocato pochi minuti nel suo esordio, due minuti in più che con la sua nazionale. Tu hai sbagliato nella tua domanda e non avrai una risposta".
La vedo un po' stanco è una sensazione sbagliata?
"Veramente? Vuoi uscire a fare una corsa con me? O vuoi venire in palestra con me?"
No, la vedo stanco di parole...
"È un'opzione. La voce è uguale, non è un problema, solo un'opzione. È più difficile per voi scrivere qualcosa? Credo sia più diffcile (ndr.: sorride), ma avete più spazio per scrivere ciò che volete. È peggio? Non è un problema mio".
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giovedì 1 ottobre 2009

Il nuovo album di Samuele Bersani

Esce venerdì 2 ottobre il “Manifesto abusivo”, il nuovo album di Samuele Bersani. Undici brani più la versione piano e voce del “Bombarolo” di Fabrizio de Andrè disponibile però solo su iTunes. Una canzone molto distante dalle emozioni cantate da Bersani: «Ho scelto il Bombarolo - spiega - perché era una canzone che cantavo da piccolo, mi è sempre piaciuta. E così durante un incontro in studio con Stefano Bollani abbiamo deciso di farla e dopo pochi minuti il brano era pronto».

“Manifesto abusivo” è un disco sull’amore e sul presente. «Ci ho lavorato un anno e mezzo e potrei definirlo - aggiunge il cantautore bolognese d’adozione - un album di confessioni private, forse un disco d’amore». Melodicamente è anomalo rispetto al panorama musicale italiano: non ha niente di “nostrano” né negli arrangiamenti né nelle sonorità. La track-list è aperta da “Un periodo pieno di sorprese” che racconta i postumi dolorosi di una rottura sentimentale e la necessità di guardare avanti. Poi l’ironia di “Pesce d’aprile” e il flash back del “Lato proibito”, ballad ambientata nei primi anni ’80 e legata al filo dei ricordi. La canzone “A Bologna” è forse il vero brano d’amore del disco, una canzone in cui Bersani denuncia la profonda trasformazione degli ultimi anni, le restrizioni, i divieti, le paure dei cambiamenti.

“Anche Robinson Crusue” serve al cantautore per parlare della “sindrome del naufragio di massa”. Segue “Ferragosto” (brano scritto a quattro mani con Sergio Cammariere) e “Manifesto abusivo”, canzone che dà titolo all’album e che sovrappone un testo visionario su un apparente schema fisso della melodia. Poi, via via, “Valzer nello spazio” (una relazione arrivata al capolinea anche per l’intromissione di un alieno); “Ragno” (dialogo tra un inquilino e un ragno); “Fuori dal tuo riparo” (con le difficoltà a manifestare i sentimenti). A chiudere l’album “16:9”, il ritratto di una ragazza che Bersani confessa di aver seguito per alcuni giorni incuriosito dalla sua aria sognante.

Per Bersani si sta adesso per aprire la stagione dei concerti che dovrebbe iniziare a gennaio. Poche uscite televisive di promozione «Perché non sono un invadente, punto sul passaparola e su YouTube. Sono un po’ come certi bambini di Cattolica che stanno lì a vendere le proprie conchiglie su una cassetta di frutta ma senza importunare nessuno».

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